
Quaderno primo/7
La filosofia occidentale e gli altri.
 (capitolo Dodici del manuale di L. Ardiccioni, Filosofia, volume
I, G. D'Anna, Messina-Firenze. L'indicazione vedi manuale
rimanda alla pagina di questo volume).

Capitolo Dodici. La filosofia degli altri

La filosofia greca e gli altri.
    Scrive G. W. F. Hegel: L'autentica filosofia comincia in
Occidente. Il filosofo tedesco si inserisce cos in una
tradizione pi che millenaria, che fa iniziare la filosofia in
Grecia, con Talete e la scuola ionica. Oggi in quasi tutte le
universit del mondo, sia pure con differenze tra paese e paese,
si studia quella filosofia, nata in Grecia e sviluppatasi poi in
Occidente fino ai nostri giorni. Alla domanda se siano esistiti
altri tipi di filosofia la risposta sembra sostanzialmente
negativa.
All'epoca dei Greci esistevano altre civilt; altri popoli avevano
da tempo superato lo stadio del nomadismo, si erano stanziati in
aree geografiche precise, avevano sviluppato l'agricoltura,
realizzato sofisticati sistemi d'irrigazione, costruito citt,
inventato la scrittura, elaborato complessi sistemi politici. Ma
nelle loro culture non vi fu posto per il pensiero filosofico: la
spiegazione che Hegel d di questo fenomeno  che i Greci per
primi scoprirono l'autoconoscenza, cio la coscienza individuale.
Un'analisi, anche sommaria, dei momenti di incontro fra la
filosofia occidentale e le altre culture mostra quanto fosse
parziale il punto di vista hegeliano.
Le civilt dell'Oriente estremo e dell'India, nonostante i
contatti con l'Occidente hanno mantenuto fino ad oggi una loro
autonomia. Anche Ebrei e musulmani hanno dato vita a civilt
autonome dall'Occidente. La loro autonomia si manifesta
prevalentemente sul piano etico e religioso: le culture del Vicino
Oriente (l'ebraica e l'araba) hanno dovuto infatti confrontarsi
ben presto con il pensiero greco che ha influenzato la loro
visione del mondo. La comunit ebraica pu considerarsi a pieno
titolo una componente dell'Occidente; quella islamica - al di l
del rifiuto dell'Occidente motivato esclusivamente sul piano
religioso da parte degli esponenti pi integralisti - ha accettato
due elementi essenziali della cultura occidentale: la razionalit
e l'idea di progresso.
Nei brani che proponiamo in questo quaderno risulta evidente -
anche nel linguaggio - questa gamma di differenze: da una parte
una visione delle attivit e del pensiero dell'uomo in cui la
ragione  soltanto una delle componenti (e molto spesso nemmeno la
principale) e dall'altra l'accettazione totale della razionalit
aristotelica

